Vigneti e Cantina

Il rispetto per la natura accompagna l'intero ciclo produttivo

Pievalta prende il suo nome dalla piccola Pieve posta all’ ingresso della proprietà. 
Si estende su quasi 43 ettari distribuiti su tre vigne poste sugli opposti versanti della Valle Esina.
Un tempo fondale del mare adriatico, le colline dei Castelli di Jesi si sono formate più di 5 milioni di anni fa.

Maiolati Spontini

Sul Monte Schiavo, nel comune di Maiolati Spontini, su terreni argilloso calcarei coltiviamo 14,4 ettari di Verdicchio ed 1,5 di Montepulciano.

Sette parcelle, gestite singolarmente, per far esprimere al meglio la peculiarità di ogni microzona.

Completano il sito un laghetto al centro delle vigne, la cantina, la casa colonica, gli ulivi ed un piccolo orto.

Montecarotto

Montecarotto, in contrada Busche, si trovano 4,4 ettari.

Due parcelle di Verdicchio che poggiano su un terreno di arenaria e argilla con infiltrazioni di creta originate dal movimento franoso dell’Olocene; un luogo della cui vocazione vinicola già scrisse, nel 1970, Mario Soldati nel suo “Vino al vino” quando degustando un vino bianco della zona lo definì così buono da affermare: “non c’è, nemmeno, Chablis che tenga. Siamo in presenza di un prodigio”.

Il terzo sito è il Monte Follonica, un’altura ventilata con forti pendenze da cui si vede il mare, un centro d’energia sulla cui sommità si trovano un piccolo bosco ed i resti di una torre di avvistamento longobarda a testimoniare l’esistenza nel medioevo del “Castrum Follonice”.

Le vigne di Pievalta giacciono sui due opposti versanti di questo monte che appartengono a loro volta a due diversi castelliquello di San Paolo di Jesidi Cupramontana.

San Paolo di Jesi

Sul versante di San Paolo di Jesi si trovano 5,30 ettari vitati di Verdicchio da cui viene prodotta la Riserva. Il suolo è caratterizzato da formazioni sedimentarie di origine alpina trasportate sulla dorsale adriatica dalle correnti marine 4-5 milioni di anni fa.

Arenarie silico calcaree, intercalate a marne più o meno argillose e/o siltose derivanti dalla formazione delle Argille Azzurre, depositi “subappeninici” risalenti al Pliocene.

Cupramontana

Sul versante di Cupramontana, considerata capitale del Verdicchio, sorge il nuovo impianto realizzato nel 2019-2020.

6,3 ettari di Verdicchio caratterizzati da forti pendenze; tre parcelle con suoli differenti: argille e argille marnose colore tabacco, piccole conchiglie, marne tripolacee, argille scure bituminose, livelli di calcari evaporitici e rari gessi.

In vigna, regime biologico e biodinamico

I vigneti, gestiti in regime biologico e biodinamico, sono lavorati con sovescio di leguminose tra i filari e con preparati biodinamici per favorire la formazione di humus fertile, vitalizzare la crescita delle piante e rispettare al meglio il terroir di queste zone.

Malgrado le grandi difficoltà che pongono sotto l’aspetto operativo, la maggior parte dei lavori di campagna si svolgono rigorosamente a mano, come la potatura, la stralciatura e la scacchiatura.

Le tecniche di conduzione adottate puntano al più alto livello qualitativo possibile nel contesto dell’annata: potature corte, zolfo di miniera e rame nella dose massima di 3 kg/ha/anno, esclusione di concimi ed irrigazioni, vendemmia differenziata a seconda delle parcelle e raccolta a mano in cassette per preservare l’integrità delle uve.

In cantina, qualità vegetariana vegan

In cantina poi, cerchiamo di preservare il lavoro fatto in vigna.

Accompagniamo l’uva nella sua trasformazione in vino, scegliendo di lasciare i nostri interventi tecnici un passo indietro rispetto all’espressione del territorio e della varietà.

Lavoriamo in sottrazione, cercando di fare esprimere il vitigno e il territorio.

Da diversi anni, ad esempio, lavoriamo senza alcun coadiuvante di origine animale ed è per questo che i nostri vini dal 2009 sono anche vegani e si possono fregiare della certificazione qualità vegetariana vegan.

La prova nel calice

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